Home
Banner Free Your Mind

Newsletter


(*) Pienamente informata/o in base all'art. 13 del D. Lgs. 196/2003 sul trattamento dei propri dati personali, ai sensi dell'art. 23 dello stesso, esprimo il consenso al trattamento dei miei dati personali al fine di consentire che venga fornito il servizio o eseguita la prestazione richiesta.

Brani in MP3 gratuiti

Banner Iliade (Libro Primo)

Banner Iliade (Libro Secondo)

Banner Sera fiesolana

Banner Enea

Banner La sera fiesolana

I NOSTRI AUDIOLIBRI LI TROVI ANCHE SUL SITO DEL NARRATORE

Banner Ultima Books

Area51 news

Nativo, digitale, editoriale - al Salone del Libro di Torino http://t.co/iGdbKiZI
 
I just uploaded "Area51 Publishing al Salone del Libro di Torino 2012 - 4" on Vimeo: http://t.co/1TCWhlc8
 
I just uploaded "Area51 Publishing al Salone del Libro di Torino 2012 - 3" on Vimeo: http://t.co/I2hUDV7X
 
I just uploaded "Area51 Publishing al Salone del Libro di Torino 2012 - 2" on Vimeo: http://t.co/E0RprLVj
 
I just uploaded "Area51 Publishing al Salone del Libro di Torino 2012 - 1" on Vimeo: http://t.co/5NYu4Xua
 
Startup digitali al Salone del libro di Torino (con Area51 Publishing) http://t.co/uIyPrziW
 
Banner Facebook
Banner Facebook
Banner Rassegna Stampa

I nostri partner

Ravenna Poesia

Parametri Musicali

Arianna Editrice

Believe Digital

Believe Digital

Banner DEN

Banner DEN


Banner Ultima Books

Banner Bookrepublic

Banner Biblet

Banner Mediaworld

Banner IBS

Banner BOL
 
Segni celesti e civiltà primordiali PDF Stampa E-mail
Spiritualità - Gli antichi
Scritto da Simone Bedetti   
Mercoledì 13 Maggio 2009 08:37

Il primo Zodiaco risalirebbe non all'epoca mesopotamica ma all'età neolitica.

 

 

Fonte: Archeo

 

I monumenti megalitici sembrano rispondere a una duplice funzione: quella di sepoltura collettiva e quella di osservatorio astronomico. Si tratta, talvolta, di semplici allineamenti o cerchi di pietre ritte (ortostati), oppure di strutture più elaborate, come i lunghi corridoi interrati che terminano in una camera, dove la luce del Sole penetra solo in un determinato momento dell’anno, alla levata del solstizio d’inverno. I raggi che percorrono il corridoio giungono a toccare l’alveo terminale, in un simbolico atto di fecondazione della Madre Terra, che farà rinascere l’astro per il nuovo ciclo.

Per propiziarsi l’ordine dell’Universo, gli agricoltori dell’Europa Centrale costruirono vaste aree circolari, delimitate da fossati concentrici con argini e palizzate, aperte in direzione dei quattro punti cardinali.

La messa a punto del primo Zodiaco, tradizionalmente fatto risalire ai testi cuneiformi mesopotamici del I millennio a.C., sarebbe invece da retrodatare proprio all’età neolitica. Tra il 6000 e il 4300 a.C. sarebbe, infatti, avvenuta la messa a punto del primo “quartetto zodiacale”, formulazione simbolica di riferimenti astrali stagionali corrispondenti alle tappe essenziali dell’anno solare: l’equinozio di primavera, il solstizio d’estate, l’equinozio d’autunno e il solstizio d’inverno.

Gemelli è Gemini, Vergine Virgo, Sagittario Sagittarius, Pesci Pisces.
È stato osservato che il nome di queste costellazioni presenta come comune denominatore una natura duplice: palese per i Gemelli, è espressa nelle prime immagini della Vergine dalla spiga che recava (il cui nome si perpetua nella stella Spica=alpha Vir), dall’associazione cavallo-arciere del Sagittario, e dai due pesci per l’ultima costellazione.
Il legame con la stagione appare evidente se si considera che i Gemelli possono essere considerati rappresentativi dei due sessi, come la coppia gemellare Apollo e Artemide nella mitologia greca, associata al Sole e alla Luna. Dall’unione dei movimenti ciclici di questi ultimi due astri nasce il calendario luni/solare, indispensabile per la gestione delle attività agricole.

Singolare è l’eco che ci viene da una ricostruzione erudita del mito della creazione, riportata in un passaggio di Diodoro Siculo (metà del I secolo a.C.). Urano, i Cielo, compagno di Gaia, la Terra (la coppia primordiale), avrebbe liberato i suoi sudditi da “una vita degna delle bestie selvatiche, scoprendo l’uso dei frutti coltivati, la loro conservazione e numerose altre cose utili... Divenuto un attento osservatore degli astri, predisse numerosi avvenimenti che toccavano l’universo. Insegnò anche a misurare l’anno per mezzo del corso del Sole e i mesi con la Luna, e insegnò loro il ritorno annuale delle stagioni. Il popolo, che ignorava l’ordine eterno degli astri e ammirava l’accordo tra gli avvenimenti e le predizioni di Urano, comprese che costui era partecipe della natura degli dei... e decise di trasferire il suo nome all’universo, perché sembrava aver avuto intima conoscenza delle levate e dei tramonti degli astri.
La figlia maggiore di Urano, Basileia, nota anche come la “Grande Madre”, accedette al rango di regina quando era ancora vergine, si unì a suo fratello Iperione e mise al mondo due figli, Elio (il Sole) e Selene (la Luna).

 

 

 

 

È interessante notare che anche il mondo celtico ha conosciuto una situazione equivalente con la “Grande Dea”, assimilata generalmente a Minerva. Anche i Celti, infatti, possedevano un calendario luni/solare.

Il rinnovamento si compie attraverso l’avvento di popolazioni che dalle grandi steppe dell’Est procedevano seguendo il corso del Sole. Si attribuisce a questa ondata migratoria l’introduzione delle lingue indoeuropee e della particolare ideologia loro associata.
Uno degli aspetti più rilevanti è il carattere patriarcale di questa società. Il mondo degli dei non ha più come protagonista la Grande Madre, la coppia primordiale o i suoi diretti discendenti, vincitori del caos iniziale (Gaia e Urano o Rea e Crono della mitologia greca), ma una divinità maschile solare, antenata dell’Apollo Iperboreo. Ancor più della loro forza, fu l’efficacia delle innovazioni introdotte (aratro e metallurgia) a fare accettare le credenze dei nuovi venuti.
Verso la fine del III millennio, in Europa centrale, una nuova compagine etnica, che associava i discendenti di queste genti con elementi indigeni, si rimette in marcia, seguendo, di nuovo, il corso del Sole, e diffondendosi dall’Europa centrale alle Isole Britanniche, dalla Spagna all’Italia, alla Sicilia e alle coste dell’Africa del Nord.
Il III millennio costituisce dunque un periodo decisivo nella formazione dell’Europa antica, per i sommovimenti linguistici, le innovazioni tecniche e i cambiamenti in ambito religioso che riflettono una concezione nuova della società.
In questo periodo, a causa della processione, il punto equinoziale di primavera si spostò definitivamente della costellazione dei Gemelli a quella del Toro (circa 4300-1800 a.C.), determinando la messa a punto di un nuovo “quartetto”. Gli antichi segni zodiacali non spariscono, ma non segnalano più i punti equinoziali e solstiziali. Al Toro, simbolo della forza virile, che guidava la fila (equinozio di primavera) è, ora, associato il Leone (solstizio d’estate), lo Scorpione, identificato più anticamente come Aquila (equinozio d’autunno) e l’Acquario (solstizio d’inverno).
Dal III millennio inizia anche la fortuna iconografica di un tema (il leone che atterra il toro) che, originario della Mesopotamia, continua nel tempo come simbolo della regalità vittoriosa. All’origine, invece, potrebbe aver avuto un significato sacrale astronomico, come rappresentazione della lotta tra il solstizio d’estate, il punto più alto che il Sole raggiunge nell’eclittica, raffigurato dal Leone, e l’equinozio di primavera, impersonato dal Toro.
Il II millennio è il tempo del leggendario mondo degli eroi, un’epoca in cui l’Europa ha recuperato la memoria nei grandi cicli narrativi di Omero e di Esiodo. La seconda metà del II millennio sembra essere anche il periodo di elaborazione del calendario celtico. Il periodo coincide anche con lo spostamento del punto equinoziale di primavera e introduce l’ultimo “quartetto” zodiacale, portando il numero delle costellazioni che scandiscono l’eclittica a 12, numero uguale ai mesi dell’anno lunare.
Il “quartetto” è ora condotto dall’Ariete, che resta ancora oggi in testa alla sequenza astrologica, nonostante l’equinozio di primavera sia stato sostituito da più di duemila anni. Il segno dei Pesci, infatti, iniziò intorno al 100 a.C., seguito dal Cancro, dalla Bilancia (Libra), simbolo di equilibrio, che ben si adatta all’equinozio d’autunno, e dal Capricorno, mostro ibrido, mezzo capride, mezzo pesce.

 

 

 

Stele, sicule, ossari, cinturoni femminili, elmi.

La correzione dell’anno lunare con l’aggiunta dei mesi di gennaio e febbraio, fino a portarlo a dodici mesi più uno intercalare, è tradizionalmente attribuita al secondo re di Roma, Numa (715-673 a.C.)

Tra il 500 e il 350 a.C., Eudosso di Cnido, contemporaneo di Paltone, segnerà una nuova epoca per l’astronomia: sarà il primo a interpretare matematicamente i movimenti dei corpi celesti e a spiegare la retrogradazione dei pianeti lungo la fascia dello Zodiaco. Ancora, Ipparco di Nicea, nel II secolo a.C., dimostrerà la precessione degli equinozi, calcolerà la lunghezza dell’anno solare e catalogherà 800 stelle fisse, disposte in categorie secondo magnitudine e luminosità.

Il passaggio dall’astronomia all’astrologia, intesa come influenza dei corpi celesti sul destino dell’individuo, avviene, in Grecia e di riflesso sul suolo italico, verso il III secolo a.C. Si narra, infatti, che verso il 280 a.C. Berosso di Babilonia abbia aperto una scuola d’astrologia, dove avrebbe diffuso i principi della scienza caldea, che rielaborava antichissime dottrine mesopotamiche.

V millennio a.C.: idolo femminile in terracotta, da Strelice. Brno, Museo, Moravo. Queste figure, con caratteri sessuali accentuati, legati all’idea della fecondità, compaiono per la prima volta al tempo dei cacciatori di mammut, tra il 30.000 e il 27.000 a.C.

 

 

 

(1 voto, media 4.00 di 5)
 

Altri articoli dello stesso autore