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Viaggiare nel tempo PDF Stampa E-mail
Spiritualità - Filosofia
Scritto da Simone Bedetti   
Venerdì 15 Maggio 2009 17:58

Intervista allo scienziato e scrittore Clifford A. Pickover sul suo libro Tempo, guida per viaggiatori (Raffaello Cortina Editore)

 

È difficile credere che sia possibile viaggiare nel tempo, e che le affascinanti, eleganti teorie sul tempo possano diventare effettivamente realtà. Anche i più scettici, però, dopo la lettura di questa intervista concessaci dall’energico Clifford A. Pickover, autore di un bellissimo libro sull’argomento, Tempo, guida per viaggiatori (Raffaello Cortina Editore), non possono restare indifferenti. Grazie alla sua chiarezza, alle sue argomentazioni e alla sua passione, l’autore quasi ci ha convinto.


Professor Pickover, nel suo libro lei sostiene che oggi la fisica può dimostrare scientificamente la possibilità del viaggio nel tempo. In che senso?
Le teorie di Einstein sul tempo non sono solo speculazioni matematiche e teorie. Sono fatti che sono stati provati sperimentalmente. Il viaggio nel tempo è possibile. Per esempio, un oggetto che viaggia ad alta velocità invecchia più lentamente che un oggetto stazionario. Ciò significa che se si viaggiasse nello spazio per poi ritornare, a una velocità prossima a quella della luce, si potrebbe viaggiare milioni di anni nel futuro della terra.

Isaac Newton concepì il tempo come un carro che viaggiava lungo un’autostrada. Nulla poteva deviare o cambiare il corso del veicolo una volta cominciato. Egli credeva in un unico tempo universale. Il tempo non poteva essere colpito da niente; esso solamente continuava a fluire a un ritmo uniforme. Einstein dimostrò invece che la strada sulla quale il carro viaggiava poteva curvare e tornare indietro. Noi sappiamo che la gravità distorce il tempo; per esempio, il tempo scorre più lento ai piedi della torre di Pisa che in cima. La differenza è piccola sulla terra ma sarebbe molto più grande se si trattasse del sole o di buchi neri. Alcuni fisici, inoltre, ritengono che se consideriamo seriamente il tempo come una quarta dimensione, allora il passato e il futuro sono sempre esistiti, e la coscienza umana, per ragioni sconosciute, sviluppa l’idea di un presente in perenne cambiamento. Come il fisico e matematico Hermann Weyl una volta annotò: “L’universo oggettivo semplicemente è, non accade. Solo allo sguardo fisso della mia coscienza, strisciando lungo la linea vitale del mio corpo una sezione di questo mondo viene alla luce come un’immagine fugace che continuamente cambia nel tempo”. Forse altri esseri nell’universo non possiedono i nostri limiti percettivi in riferimento al futuro e al passato.

 

Più che di viaggio nel tempo, stando alle teorie fisiche, non si dovrebbe parlare più propriamente di viaggio in tanti tempi possibili, in tanti universi possibili?
Una maniera per evitare i paradossi che possono svilupparsi da un viaggio a ritroso nel tempo (come per esempio, uccidere la propria madre prima di essere nati), è la nozione per la quale l’universo, come risultato del viaggio nel tempo, si divide. Il viaggio nel tempo crea un’alternativa, un universo parallelo. Uccidere la propria madre prima di essere nati significa non essere nati in questo nuovo universo. E ciò non cambia il fatto che si è nati nell’universo dal nel quale si è stati originati. In altre parole, questa teoria speculativa del tempo asserisce che la gente può viaggiare in qualsiasi punto nel futuro del loro universo, ma quando entrano nel passato, l’universo si divide in due mondi paralleli, ognuno con un suo tragitto. In uno di questi il mondo continua come se non ci fossero delle curve. Lungo quell’altro, invece, un universo è generato e la sua storia diverge dall’origine. Dal punto di vista della fisica moderna, il nuovo universo generato non è veramente nuovo perché un essere vivente fuori dallo spazio-tempo, in una quinta dimensione, potrebbe osservare la linea temporale del viaggiatore passando da un continuum spazio-temporale a un altro secondo un diagramma che mostra l’universo ramificarsi come un albero in un metauniverso.


Ma questo tempo così matematico, così prevedibile, così fisso, non nega la nostra libertà, che è anche la libertà e l’imprevedibilità dello scorrere del tempo?
Questo è lo stesso problema che si pone in campo religioso. Se Dio conosce tutto (compresi gli eventi del nostro futuro) ed è onnipotente, allora come possono gli esseri umani essere responsabili delle loro decisioni? Alcuni teologi hanno suggerito che Dio può risiedere fuori dal tempo e così può vedere il passato, il presente, il futuro, ma fino a quando noi, esseri limitati, non conosciamo il futuro, restiamo in un certo senso “liberi”. Se noi abbiamo libero arbitrio nella misura in cui il futuro non è predestinato, ciò significa che Dio ha un’onniscienza limitata? Può Dio creare una creatura di cui Egli non conosce le azioni? Una maniera per evitare i paradossi è se Dio è onnisciente solo nel senso che Egli conosce tutto ciò che può essere conosciuto. Utilizzando una simile logica, Dio non può fare logicamente cose impossibili, come alterare il passato o costruire un cerchio quadrato. Forse ci sono eventi nel futuro che Dio, in una maniera simile, non può conoscere perché Egli vive nel tempo e il futuro non è determinato. Questo è un esempio di un dio potente ma limitato. Come un Dio che semplicemente conosce il futuro, e non necessariamente limita il libero arbitrio, anche lo spazio-tempo può essere “onnipotente” o “onnisciente”, ma non per questo impedire il libero corso degli eventi o la nostra libertà.


Il viaggio nel tempo potrebbe essere anche una fuga dal tempo presente... Ecco, ci sono universi e realtà migliori di questa, che ci stanno aspettando?
La terza tesi di dottorato di Hugh Everett, La formulazione relativa della meccanica quantisitica, mette in evidenza una teoria controversa secondo la quale l’universo in ogni istante si ramifica in infiniti mondi paralleli. Ciononostante, la coscienza umana si sviluppa come se fosse consapevole di un solo universo nel tempo. Questa è chiamata l’interpretazione dei “molteplici-mondi” della meccanica quantistica. La teoria sostiene che quando l’universo (“mondo”) viene confrontato per una scelta di percorsi a un livello quantistico, esso segue effettivamente le due possibilità, spezzandosi in due universi. Questi universi sono spesso descritti come “mondi paralleli”. Secondo la teoria dei “molteplici-mondi”, vi è un infinito numero di universi, e se fosse vera, allora molti mondi diversi esistono. Infatti, è possibile, in universi diversi da questo, che Giulio Cesare non abbia mai dominato l’impero romano e Silvio Berlusconi non sia mai stato presidente del consiglio italiano.
Come nella fantascienza che spesso tratta di universi paralleli, la teoria dei molteplici-mondi suggerisce che un essere che esiste fuori dallo spazio-tempo vedrebbe tutti i bivi concepibili, tutti i possibili spazi-tempo della quarta dimensione, come sono sempre esistiti. Come potrebbe un essere trattare con questo tipo di conoscenze e non diventare malato mentalmente? Un Dio potrebbe vedere tutte le terre: anche quelle dove gli abitanti credono in Dio.


Tempo: il libro di Clifford Pickover
“Mi chiedo, a volte cosa scoprirà l’umanità sullo spazio-tempo nel corso del secolo a venire. Circa quattro miliardi di anni fa le creature viventi erano poco più che macchine biochimiche capaci di autoriprodursi … Possiamo sapere in cosa ci evolveremo? Chi può sapere quali macchine intelligenti riusciremo a creare, macchine che saranno i nostri ultimi eredi? Creature del genere sarebbero virtualmente eterne e sarebbero le portatrici dei nostri sogni, delle nostre idee, delle nostre aspirazioni.
Nella sinfonia del cosmo c’è una nota di stranezza, in cui vibrano i viaggi nel tempo, le dimensioni superiori, i superspazi quantistici, gli universi paralleli – questi mondi che somigliano al nostro e che forse occupano il suo stesso spazio in qualche fantomatico modo …
I nostri eredi, chiunque o qualunque cosa possano mai essere, esploreranno lo spazio e il tempo in modi e in misure che oggi non possiamo nemmeno immaginare. Creeranno nuove melodie nella musica del tempo. Ci sono infinite armonie che attendono di essere esplorate.

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