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"Fin da ragazzino ho sentito dentro di me questo impulso istintivo di crescita e di espansione del mio potenziale" (Bruce Lee)

Da tempo ho acquisito e davvero compreso la distinzione tra l'autorealizzazione e l'illusione della realizzazione dell'immagine di sé. Attraverso il mio potenziale processo di osservazione, mi sono convinto che un'indagine assolutamente onesta e rivolta a se stessi conduce alla comprensione. La verità è che la vita è un processo continuio, che si rinnova sempre, e che 'va vissuta' e non 'vissuta per'. È qualcosa che non può essere intrappolato nella sicurezza di un modello autocostruito, in un gioco di rigido controllo e di abile manipolazione. Anzi, per essere ciò hce io definisco un essere umano 'di qualità', bisogna essere reali in modo trasparente e avere il coraggio di essere ciò che si è.
Ma molte persone fanno proprio il contrario; si impegnano in una routine quotidiana che dà loro un senso di sicurezza e protezione (qualcosa di simile a succhiarsi il pollice), vedendo se stessi in qualche tipo di autocostruzione, in modelli sicuri che recitiamo abitudinariamente, in un gioco rigido. Sono passato per molti alti e bassi, e ho capito che non esiste aiuto, ma solo autoaiuto. L'autoaiuto si manifesta in molte forme: nelle scopert quotidiane attraverso una libera e onesta osservazione, nel fare sempre sinceramente del proprio meglio; in una specia di indomita dedizione ossessiva; e, soprattutto, nel comprendere che non c'è fine o limite a tutto ciò, perché la vita è semplicemente un processo in continuo divenire, un processo che si rinnova sempre.
Il dovere dell'essere umano, secondo me, è di diventare reale in modo trasparente, semplicemente di essere.
Per fare ciò, una persona deve sostenersi sulle proprie gambe e scoprire le cause della propria ignoranza. Chi è pigro e senza speranza può dimenticarsi quanto ho detto e fare ciò che più gli aggrada."
Tratto da: Bruce Lee, Il Tao del Dragone, Mondadori

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