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Tutto è pronto per l’ebook.fest, che si terrà dal 10 al 12 settembre a Fosdinovo. Per l’occasione abbiamo rivolto qualche domanda all’organizzatrice dell’evento Noa Carpignano, l’editore che ha creato BBN.

Hai voglia di fare una piccola cronistoria che ha portato all’ebook.fest?
È andata così: dopo lo schoolbookcamp dell’anno scorso (e il precedente bookcamp) molti mi hanno chiesto di riorganizzarlo quest’anno. Ma io non ero convinta e poi, diciamola tutta, è uno strapazzo e mica è il mio mestiere organizzare eventi! Siamo arrivati così a febbraio quando a una bella tavolata, organizzata in occasione del convegno di Padova (Cultura senza Barriere), ci siamo ritrovati come relatori io, Mario Guaraldi, Maria Grazia Fiore, Alberto Ardizzone e alcuni partecipanti dello schoolbookcamp, ad esempio Gianni Marconato che ci aveva raggiunti per la cena. Qualcuno ha tirato fuori il discorso chiedendo quando sarebbe stato il secondo schoolbookcamp, e Mario seraficamente ha risposto che assolutamente ci sarebbe stato, nonostante io gli tirassi goffi calcetti nelle caviglie: non mi salterebbe mai in mente di contraddire Mario in pubblico!!!
Mi sembra molto originale il tipo di organizzazione: non è una fiera, non è un mercato, non sono giornate di studi chiuse o seminari o convegni. Ma una struttura complessa, veramente a rete. Come l’avete immaginato?
Oh no, non è stato immaginato… ci è cresciuto così, tra le mani… Sì lo so che dirlo ora pare strano, ma è nato proprio così. Tornata da Padova ho telefonato a Mario, dicendogli che secondo me non avrebbe avuto molto senso riproporre uno schoolbookcamp come quello dell’anno prima, o forse sì per un anno ancora, ma poi sarebbe imploso su se stesso. Viceversa pensavo che, visto che nel 2010 sono uscite molte novità – a livello hardware, e con questo rispondo anche alla domanda 4 – sarebbe stato interessante ingrandire l’evento affiancando allo schoolbookcamp anche la seconda edizione del bookcamp (allargando così il discorso a tutta l’editoria digitale), e aggiungendo tutta una serie di interventi più divulgativi che fossero meno orientati all’hardware. Interventi che potessero riportare l’attenzione sui contenuti. Pensavamo a una manciata di interventi, ma i focus sono tanti, e le voci autorevoli e appassionate anche. E così… una ciliegia tira l’altra e la torta è lievitata.

Su cosa puntate principalmente in questa edizione? E cosa ti aspetti?
Invece di dirti cosa mi aspetto, ti posso confessare le mie paure? Così mi sfogo un po’. La prima, quella che mi fa ribaltar nel letto la notte, è quella della pioggia. Forse perché è l’unica cosa che sfugge totalmente al mio controllo. Ma anche perché è davvero l’unica cosa (calamità naturali e atti di terrorismo a parte che può rovinare l’evento. Se fossimo chiusi dentro al castello probabilmente sarebbe diverso, ma abbiamo creato un percorso che si snoda per tutto il paese, e anche se è tutto vicinissimo (100 metri tra capo e coda), se dovesse piovere sarebbe un disastro. Non l’acquazzone di dieci minuti ovviamente, temo invece quella pioggerella fastidiosa che non ti molla per tre giorni… Da un punto di vista di contenuti, invece, la mia unica paura è che i seminari e gli altri interventi si “mangino” i camp. Mi sto rendendo conto che anche su Facebook sto rilanciando le relazioni man mano che le pubblico, e che su quelle c’è molto interesse. Dei camp si sta parlando poco, e invece ci teniamo (e qui parlo a nome di tutta la crew) che i camp rimangano il cuore dell’evento. La condivisione è importantissima, i camp – specialmente come li impostiamo noi, come cluster autogestiti, non come speech – sono brainstorming preziosissimi! Un’altra paura è che venga prestata poca attenzione alle presentazioni delle scuole. Che vengano prese un po’ sotto gamba, come si dice. Che vengano guardate con sufficienza. Dalle scuole escono idee freschissime, sperimentazioni che posso sembrare anche naif, poco “editoriali”, ma che sono frutto di un lavoro importante da un punto di vista didattico e dalle quali possono arrivare segnali importanti. Un’altra paura? Non aver tempo per tutti. Le persone che vengono qui – quelle che so che vengono, alcune le conosco personalmente, altre no ma… – meriterebbero tutte (ciascuno di loro intendo) i tre giorni pieni del mio tempo, io vorrei poter vivere con molta attenzione del tempo con ciascuno di loro, e non riuscirò a farlo. So già che alla fine dei tre giorni il tempo sarà volato, e le persone con lui… L’ultima paura: rifare tutto il prossimo anno!
Hai scritto che il 2010 è l’anno del cambiamento per l’editoria digitale. Ci puoi spiegare?
Risposto in breve prima, posso aggiungere che tutti gli articoli che escono sui giornali, e quasi tutto quello che esce in rete, focalizza l’attenzione su hardware (inteso come ereader) e piattaforme distributive. Se riescono a raccontarla giusta o quasi sui primi, raramente (mai?) accade sulle seconde. E comunque sui contenuti nessuno si piglia la briga di far domande. In effetti le risposte forse non ci sono ancora, ma è solo ponendosi le giuste domande che si possono trovare le risposte. Ed è quello che cercheremo di fare a Fosdinovo. Faccio un esempio riferito alla scolastica. Gianni Marconato, per preparare il suo intervento, ha lanciato un questionario nella community che gestisce: “la scuola che funziona“. Hanno risposto più di 400 docenti. Le domande sono quelle che contano. Se non ci facciamo le giuste domande, ci propineranno (chi ha il potere di farlo) delle risposte che più o meno suoneranno così: 42.
Hai anche scritto sul tuo blog di molte resistenze che hanno impedito l’organizzazione di una tavola rotonda sulle trasformazioni in particolare dell’editoria scolastica. Di quali resistenze si tratta e perché ci sono queste resistenze?
Bè, sai, qualcuno non ha voglia di contribuire a manifestazioni di questo genere, per partito preso direi (siamo così sovversivi?, lo deduco dal tenore della risposta che, ovviamente, non ho potuto pubblicare), altri invece preferiscono non esporsi, il momento è delicato, tutto quello che viene reso pubblico viene filtrato. Partecipare ad una tavola rotonda, dove si può andare a ruota libera, e magari ti viene fatta una domanda scomoda, in questo momento può far paura. O, forse, non hanno niente da dire, verranno di nascosto per imparare? per rubare idee?
A proposito di trasformazioni, dall’esperienza di Bibienne come si trasforma l’editoria scolastica nel mondo digitale? O meglio, come si può trasformare e quali resistenze continuano a esserci?
La risposta l’avremo, forse, qui a Fosdinovo. Ma anche no, forse avremo solo le giuste domande 
Appuntamento allora da venerdì 10 a domenica 12 a Fosdinovo. Per ogni evenienza porto l’ombrello…
Area51 Publishing sarà presente all'e-book Fest. Scarica qui il programma.
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