Crederci ancora di più (ai tempi del Coronavirus)

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Ora più che mai vorrei invitarti a continuare a credere negli strumenti che usiamo e invitarti a continuare a usarli. Sto parlando degli strumenti mentali e spirituali per la creazione della nostra migliore realtà. E ti invito, ora più che mai, a crederci e a usarli proprio adesso.

Sì, proprio adesso che siamo ancora nella crisi del Coronavirus.

È inutile nascondere la testa sotto la sabbia: le crisi ci sono. Arrivano. Avvengono. Le crisi personali come le crisi generali, come in questo caso. Dobbiamo realisticamente, pragmaticamente affrontare queste crisi. Giorno per giorno, fino al loro superamento.

Questo è il momento di agire, questo è il momento di rinascere.

Vorrei cercare di darti un po’ di fiducia, una fiducia che non troviamo promossa molto spesso nella cultura del nostro tempo. Una fiducia che viene dalle mie esperienze personali di crisi e dai risultati che ho ottenuto grazie al lavoro svolto giorno per giorno su me stesso e in prima persona con altre centinaia di persone, persone che si sono trovate a dover subire una crisi o un’emergenza (di qualunque natura) e persone che avevano e hanno intenzione di cambiare e quindi si sono sentite attratte e si sono avvicinate agli strumenti di cambiamento e di crescita personale.

Le tre fasi del cambiamento

Il processo avviene in tre fasi.

  1. La prima fase è quella dell’inizio del cambiamento: può essere qualcosa di immediatamente positivo, come se avessi una sorta di controprova del fatto che quello che stai facendo sta funzionando.
  2. Quando vai avanti, se perseveri nell’utilizzo degli strumenti di evoluzione, ti troverai in una fase di crisi. C’è effettivamente un punto critico, che può disorientare e spaventare. In questa seconda fase di disorientamento è utile che qualcuno ti possa rassicurare sul fatto che funzionano così le cose, e quindi di non mollare. Nel momento in cui siamo disorientati, vediamo solo la fatica che facciamo, cominciamo a dubitare che ci possa essere davvero un cambiamento, una soluzione, una trasformazione. Nella fase acuta dubitiamo della guarigione. Questo è il punto in cui bisogna insistere, è questo il punto fondamentale in cui bisogna agire. È questo il momento in cui metterci in azione e usare gli strumenti mentali e spirituali di creazione della realtà.
  3. Infine la terza fase arriva. Il superamento. La riuscita. La guarigione.

Questo processo in tre fasi ci mostra davvero che la notte è più buia prima dell’alba. Dobbiamo avere la consapevolezza e la forza di vedere nel buio, dobbiamo avere la forza di vedere in questo momento che precede la luce dell’alba.

È questo il momento di usare i nostri strumenti e di agire con i nostri strumenti. È questo il momento di usare la nostra mente e creare adesso la nostra migliore realtà.

Credici ancora di più

Non aspettare rassicurazioni esterne. Nessuno te le darà. Allo stesso tempo non vivere nella paura, e soprattutto non vivere nella paura della paura.

L’incertezza genera la paura, l’incognita, il non sapere.

Questa incertezza nelle crisi personali è molto marcata. Nelle crisi collettive è ugualmente riprodotto lo stesso schema.

Quando viviamo crisi personali, negli altri possiamo vedere l’indifferenza, perché in fondo il mondo va avanti. In questa crisi generale è tutto il mondo che si ferma. Tutti noi siamo coinvolti, siamo tutti noi insieme ad affrontare questa crisi.

Allora noi che conosciamo questi strumenti usiamoli! Usiamoli insieme per non vivere nella paura dell’incertezza, per hackerare la paura stessa creando la nostra realtà.

Questo è il momento di dare valore alla forza di noi italiani, di dare valore alla nostra creatività, alla nostra genialità, alla nostra individualità che spesso si manifesta in modo negativo. Adesso è proprio il momento di unirci nelle nostre individualità, con la nostra genialità che ci ha affermato in tutto il mondo, in questa piccola lingua di terra che galleggia nel Mediterraneo.

Adesso è il momento di affermare e far agire la nostra capacità di creare la realtà, nel lavoro di evoluzione e realizzazione che facciamo quotidianamente.

Puntiamo sulla nostra creatività e sulla nostra testardaggine, usiamole per insistere a creare la nostra realtà. Dobbiamo insistere, testardi (e  volte testoni) quali siamo. Insistiamo nel creare la nostra migliore realtà, proprio adesso, qui, la realtà della rinascita.

Nessuno ci crede? Non importa, noi ci crediamo! Nessuno vuole farlo? Non importa, noi lo facciamo! Ci snobbano? Non importa, noi continuiamo a farlo!

Questa è la nostra testardaggine.

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La mente domina la materia

La parabola e l’esempio dato da Gesù nel Vangelo di Luca (Cap 18, 2-5) ci insegna che questa testardaggine è l’azione principale per la creazione, per l’ottenimento, per la realizzazione.

“In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno; e in quella città vi era una vedova, la quale andava da lui dicendo: ‘Fammi giustizia contro il mio avversario’. Per un po’ di tempo non volle farlo; ma poi disse fra sé: ‘Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi’.”

Nella interpretazione classica, questa è una metafora che ci indica la necessità di continuare a pregare sempre.

Traduciamo a modo nostro: l’insistenza nel continuare a ricercare e a richiedere all’Universo, all’Universo Spirituale, la realtà che vogliamo realizzare.

Non importa quale sia la situazione di adesso. Noi agiamo sempre sul dopoe soprattutto neldopo, su come deve essere, su come vogliamo che sia, perché siamo su una frequenza di creazione. Ti accorgerai davvero della potenza di questi strumenti.

Puoi verificare adesso la loro forza, puoi vedere come agiscono su molteplici livelli della nostra esistenza. Questi strumenti ci fanno realizzare benessere, ci fanno rilassare, ci danno fiducia e serenità, ci danno anche consolazione. E stai che arrivano anche a creare la realtà. Perciò usiamoli. Usiamo questi strumenti per il bene di tutta l’Italia, per il nostro bene, per il bene collettivo che è automaticamente il nostro bene individuale.

E così possiamo essere anche “sanamente nazionalisti”, possiamo essere “sanamente populisti”, nel senso di seguire il meglio per il popolo, per tutto il popolo. E infine possiamo essere anche “sanamente sovranisti” nel senso della sovranità della mente sulla materia, della sovranità del desiderio sulla realtà, della sovranità della fede sulla ragione.

Usa l’energia della mente spirituale

Con questo non sto esaltando l’irrazionale. Sto sottolineando come la nostra mente abbia differenti energie che possiamo efficacemente usare.

L’energia della ragione ci permette di analizzare la realtà in modo statistico, di valutare, di misurare e ci dà suggerimenti totalmente condivisibili, come quelli di evitare contatti, di evitare luoghi affollati, di seguire più puntualmente le norme igieniche, di non sottovalutare quello che sta accadendo.

Tuttavia la ragione non può impedire di avere paura, non può impedire di avere incertezza, di avere incognite sul futuro, di avere ansia. Non solo non lo può impedire, ma non ha neppure gli strumenti per aiutarci. Tantomeno questa energia della ragione ha gli strumenti per creare il futuro, per creare la realtà. È un’energia mentale che sta qui, e non può stare che qui.

Noi possiamo usare però un’altra energia della nostra mente: l’energia della mente spirituale, l’energia di creazione, di immaginazione. Non nel senso di fantasticheria: come ben sai, se conosci questi strumenti, parliamo di immaginazione nel senso di programmazione della realtà, di costruzione del visibile nell’invisibile.

San Paolo dice esattamente così:

“La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova delle cose che non si vedono.”

Le cose che non si vedono non appartengono alla ragione; appartengono all’immaginazione, alla creazione, alla fede. La realtà poi si manifesterà e la ragione la riconoscerà quando si sarà manifestata. Continuando a usare questi strumenti noterai questi cambiamenti, li sentirai in te perché sai che puoi usare questi strumenti e con questi puoi fare davvero qualcosa.

Non ci sono prove razionali di questo? Non importa! Ecco la nostra testardaggine: andiamo avanti, non molliamo, testoni come non mai. Noi sappiamo che possiamo intervenire sulla realtà attraverso la nostra mente e lo facciamo. Nessuno ci crede? Non importa.

Non molliamo, perseveriamo e vedrai che vinceremo insieme.

Io l’ho fatto e lo faccio, tutti i giorni, agisco tutti i giorni, ci credo. Ho visto i risultati in passato e ogni volta la sfida si rinnova. Questa è l’incertezza della ragione. Ogni volta io non so cosa succederà, ma ci credo, lo creo nella mia mente e si realizzerà. Lo so perché “la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova delle cose che non si vedono.” E questa fede è una fede creativa, non è una fede passiva, è attiva.

Secondo me è esattamente questo il salto nella fede di Pascal. È qualcosa di più, qualcosa che arricchisce la ragione stessa, che arricchisce la nostra esistenza, che ci dice molto di più di come siamo noi esseri umani.
Perché noi siamo esseri razionali ma siamo anche esseri immaginativi. Ed è proprio qui, ed è proprio ora, in questi momenti, in queste fasi, durante le crisi, che la nostra immaginazione deve diventare la nostra luce, la nostra guida, la creazione della nostra migliore realtà, ed è qui che si mostra la vera potenza della nostra immaginazione e la vera potenza della fede.

 

Cosa fare per creare la migliore realtà?

Cosa devi fare? Concentrarti sulla creazione della migliore realtà, sulla realtà della rinascita, sull’Italia rinata dopo il Coronavirus. Ora, adesso, nella tua mente crea l’Italia già rinata oltre il Coronavirus. Non devi fare altro che questo: chiudere gli occhi e immaginare, lasciare che vengano le immagini in qualunque modo si presentino, cogliendone i suoni, le emozioni, le sensazioni. Semplicemente pensa all’Italia completamente rinata.

Facciamolo insieme, uniamoci, agiamo insieme. Perché più menti sono concentrate sullo stesso obiettivo più l’effetto è di ridondanza, è amplificato, è esponenziale.

È così: il tutto è più della somma delle parti.

Usiamo la nostra mente per connetterci gli uni con gli altri e creiamo la nostra migliore realtà e agiamo adesso, ogni giorno. Concentriamoci adesso sulla creazione e non sulla paura. Così, automaticamente, scacciamo la paura attraverso la creazione. Lavoriamo sul meglio, sempre, adesso. Ognuno di noi fa la differenza. Così portiamo beneficio a tutti e tutti portano beneficio a noi. Così mostriamo realmente la nostra interconnessione: una interconnessione di benessere, una interconnessione volta alla reciproca felicità, al reciproco supporto, al reciproco sostegno. Gli uni insieme agli altri, planetariamente. Una globalizzazione spirituale.

È questa la fase in cui possiamo davvero mostrare la nostra forza e anche la forza della nostra diversità. La tenacia della nostra diversità, la voglia vera di cambiare e di vivere insieme, finalmente consapevoli di ciò che è importante e di ciò che è irrilevante.

Come dice il nostro inno elevato a livello spirituale: ora possiamo veramente esserefratelli d’Italia.

 

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