Il segreto della felicità: la gentilezza

Il segreto della felicità: la gentilezza

C’è un solo modo per creare la migliore condizione di vita per sé e gli altri: essere gentili.
Essere apertamente, sinceramente e perfino forzatamentegentili.
Impegnarsi a essere gentili.
Sforzarsi di essere gentili.
Forzarsia essere gentili.
E spesso si tratta davvero di questo, di forzarsi, perché siamo tutti naturalmenteportati al conflitto, che negli odierni tempi civilizzati si traduce in giudizi, critiche, malelingue. Giudizi, critiche e malelingue che invadono i dialoghi esteriori (il parlare male di altri con altri) e i dialoghi interiori (il parlar male di altri con se stessi). Entrambi questi processi, che diventano spesso automatici e che fanno parte del pensiero involontario conscio, devono essere interrotti, e recise devono essere le corde che ci legano al cattivo, malevolo o negativo pensiero verso gli altri – il quale inevitabilmente si trasforma prima in cattiva, malevola o negativa parola e poi in cattiva, malevola o negativa azione.

Gentile pensiero, gentile parola, gentile azione

I buddisti, che da millenni hanno compreso il potere psicologico, morale, emozionale e spirituale dei nostri pensieri, parlano di “corretto pensiero, corretta parola, corretta azione”. Tra i tre elementi, pensiero-parola-azione, intercorre un rapporto sia di intercessione che di gerarchia. Pensiero, parola e azione si intrecciano sempre e dipendono l’uno dall’altro, ma è dal pensiero che tutto parte: il pensiero condiziona la parola che a sua volta condiziona l’azione. Non ha senso perciò intervenire unicamente sull’azione né sulla parola: è sempre il pensiero che più di tutto conta.

Sostituendo l’aggettivo generale “corretto” con l’aggettivo specifico “gentile”, ecco che otteniamo una formidabile formula operativa che ci permette di avere successo in ogni ambito della nostra vita, perché è la chiave suprema della relazione con gli altri.

 

Gentile pensiero
Gentile parola
Gentile azione

 

Fai sì che questi tre princìpi guidino ogni tua giornata e ogni tuo pensiero, ogni tua parola, ogni tua azione.
Come ho detto, il raggiungimento di questo stato della mente e atteggiamento esistenziale costituisce una sfida epocale verso noi stessi e verso il mondo in cui viviamo, perché gli input che riceviamo dall’ambiente sono nella maggior parte dei casi contrari a questo modo di pensare e di essere.
Per quanto mi riguarda è una sfida che a volte vinco ma spesso perdo, e soprattutto ogni volta che vinco devo forzarmia rovesciare i pensieri e gli atteggiamenti che avrei. Siamo continuamente giudicati, ma continuamente anche giudichiamo; siamo continuamente criticati ma continuamente critichiamo; siamo eccezionali nell’elencare le cose che non vanno negli altri o quanto il loro comportamento o stile di vita sia, in tutto o in parte, sbagliato o deplorevole; stigmatizziamo e biasimiamo il comportamento altrui ed elogiamo ed esaltiamo il nostro; condanniamo gli altri e assolviamo noi stessi; siamo duri con gli altri e sempre indulgenti con noi stessi; con gli altri ci comportiamo come il giudice più inflessibile con noi stessi ci comportiamo invece come il parroco più assolutorio.
Il mio amico Michael Doody dice sempre: “Pensiamo sempre a noi stessi ma passiamo tutto il tempo a giudicare gli altri e a volerli cambiare; se soltanto pensassimo a noi stessi ma giudicassimo e volessimo cambiare noi stessi l’umanità farebbe il suo più grande salto in avanti verso la pace universale”.
Il dottor Ihaleakala Hew Len, tra i più importanti rappresentanti del sistema di guarigione spirituale hawaiano Ho’oponopono, dice di aver fatto una scommessa con se stesso: si concederà il più grande gelato della sua vita, e ne mangerà così tanto da scoppiare quando passerà un intero giorno in cui non criticherà o non giudicherà nessuno. Finora, ammette, non ci è mai riuscito. Io mi sono ripromesso di fare lo stesso con il più gigantesco hamburger con contorno di patatine fritte alte tre dita e innaffiato da un fiume di birra gelata. Anch’io, finora, non ci sono mai riuscito – e forse la mia salute ne è grata! Battute a parte, questi esempi dimostrano quanto la sfidadella gentilezza sia tra le più impervie, difficili e decisive sfide della nostra vita. 

Quotidiano allenamento alla gentilezza

Eh sì, la gentilezza è un comportamento che va appreso, perciò è un atteggiamento che va allenato quotidianamente. La mente subconscia funziona per ripetizione e abitudine: per far diventare la gentilezza competenza inconsci, il nostro comportamento automatico, non c’è altro sistema che allenarla tutti i giorni, consapevolmente, esattamente come per imparare a giocare bene a tennis non si può prescindere dal ripetere dritto e rovescio. Perciò

Allenati ogni giorno alla gentilezza

Come ben sai, e come insegna la psicologia, un atteggiamento ripetuto producel’effetto desiderato. Sorrido perché sono contento, ma è altrettanto vero che se sorrido divento contento. Sono gli atteggiamenti che assumiamo che creanol’atteggiamento che vogliamo assumere. Come dice lo psicologo William James:

“Agisci come se quel che fai facesse la differenza. La fa.”

Se vuoi avere una caratteristica, agisci come sel’avessi già.
Agisci “come se”.
Sforzati di agire nella direzione costruttiva, e in ogni azione della tua giornata sforzati di agire “come se” fossi già la persona che vuoi essere, come se avessi già raggiunto il tuo obiettivo di gentilezza.
Perciò sforzati ogni giorno di essere gentile, sempre.
Sii sempre e solo gentile e usa sempre e solo parole gentili: allenati ogni giorno.
Non parlare male degli altri, mai: allenati ogni giorno.
Non avere e non esprimere rabbia, aggressività, risentimento: allenati ogni giorno.
Ogni giorno conquista la tua gentilezza, e il successo ti sorriderà istantaneamente.

L'AUTORE DEL POST PHIL MAXWELL

Phil Maxwell (Pittsburgh, 1965) da molti anni lavora nel campo del marketing, del neuromarketing, della vendita e della crescita personale e professionale. Consulente e imprenditore, lavora come formatore per privati e aziende e la sua ricerca punta soprattutto nella direzione dell’applicazione delle tecniche mentali (l’azione su di sé) all’ambito professionale, lavorativo e imprenditoriale (l’azione sulla realtà). È membro dell’Harshaw Self-Improvement Network e con Area51 Publishing ha pubblicato, fra gli altri, Usa il neuromarketing per il tuo business, Sell the Sizzle! e Conoscere l’intelligenza emotiva. Cura inoltre la serie di tecniche e programmi guidati sulla Psicocibernetica.


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