Impariamo a rilassarci, sul serio! (1)

Impariamo a rilassarci, sul serio! (1)

di Steven Bailey

Nonostante uno degli obiettivi principali della nostra società tecnologicamente avanzata sembri quello di congelare il tempo in un eterno presente, immobile, illudendosi di farci dimenticare, negli spazi indifferenziati dei non luoghi delle città, il suo trascorrere, il ritmo dei mesi e delle stagioni svolge ancora un ruolo fondamentale nella nostra vita, da un punto di vista fisiologico e psicologico oltre che, in senso più ampio, “esistenziale”.
Sulla base del ritmo delle stagioni, infatti, misuriamo ancora i nostri progetti, le nostre scadenze e i nostri obiettivi; per questo motivo, giugno resta il mese in cui la luce e l’estate ritornano a prendere il sopravvento sui ritmi lavorativi, e in cui sentiamo la voglia di dedicare più tempo a noi stessi, al nostro benessere.

Rilassamento come prevenzione

Il rilassamento del corpo e della mente è il metodo più adatto per ritrovare, con semplicità, questo benessere. Oltre a offrire una serie di tecniche naturali fondamentali per rafforzare la propria salute, il rilassamento distende il corpo e permette all’energia di scorrere liberamente in esso, ricaricandolo completamente; inoltre, rende più lucida la mente e più “aperti” il proprio carattere e la propria sensibilità spirituale.
La semplicità, innanzitutto, e la consapevolezza di acquisire e praticare un nuovo stile di vita: sono questi i due obiettivi su cui ci si deve concentrare per raggiungere un vero, completo rilassamento e un vero, completo benessere.

Rilassamento e stress

Ovviamente, non c’è rilassamento senza stress, perlomeno nello stile di vita attuale.
Il primo a formulare il concetto di stress è stato H. Selye, il quale ha fin da subito distinto due tipi di stress: lo stress positivo (eustress), e lo stress negativo (détresse). Ogni sensazione che mette in allarme l’organismo, che lo rende vigile, che fa tendere i muscoli, accelerare il respiro e la circolazione, costituisce uno stress.
Da anni medici e ricercatori hanno condotto ricerche ed elaborato teorie sugli effetti dello stress, sia di quello “positivo” (che sarebbe perfino un naturale “antidepressivo”) sia di quello “negativo”. Ciò che più conta sottolineare, però, è come lo stress, ossia un meccanismo involontario ed emotivo, abbia profondi e sicuri effetti fisici. Per questo motivo, il rilassamento, ossia il controllo consapevole dello stress, funziona da efficace autoterapia.

Il cervello nella pancia

Anche la scienza ci viene in aiuto. Confermando una serie di ipotesi in esame fin dal XIX secolo, un’equipe di scienziati americani ha scoperto un vero e proprio cervello addominale: in altre parole, contando e studiando le fibre nervose dell’intestino, si è scoperto che nella nostra pancia è situato un vero e proprio “secondo cervello”, quasi una copia di quello che abbiamo nella testa.
Secondo gli scienziati, durante la formazione dell’embrione una parte delle cellule nervose si situa nella testa, un’altra nell’addome. Benché i due cervelli siano collegati, grazie al midollo spinale e al nervo vago, essi svolgono attività indipendenti: al cervello addominale, in particolare – per studiare il quale è nata una nuova scienza, la neurogastroenterologia –, spetterebbe il compito di convogliare, archiviare ed elaborare i pensieri e le reazioni emotive, rivestendo dunque un ruolo fondamentale nella gioia e nel dolore.
Come il cervello “cerebrale”, anche quello addominale ha un’intensa attività “neurale” e fisiologica, producendo per esempio sostanze psicoattive (serotonina e dopamina) che influenzano gli stati d’animo. Inoltre, lavorando in modo autonomo rispetto a quello cerebrale, il cervello addominale invia molti segnali al “gemello” (sembra anche più di quanti ne riceva), aiutandolo a fissare i ricordi legati alle emozioni, provando sensazioni e pensando.
Lo stress è quindi causa di pericolo per la nostra salute, poiché nell’intestino si trova il 70 per cento delle cellule del sistema immunitario.

Gli effetti fisici del rilassamento

La scienza ci dimostra dunque, in termini fisiologici, come anche la pancia sia un sistema complesso ed estremamente ricettivo agli stimoli esterni, e quanto stretta sia l’unione tra mente e corpo.
Le reazioni fisiche (e ora sappiamo anche “cerebrali”) allo stress sono note: ogni volta che lo stress agisce su di noi, tendiamo per reazione un certo numero di muscoli. Benché nella maggior parte dei casi le cause dello stress (come la paura, l’attesa, lo smarrimento, ecc.) non si traducano in effetti concreti, ma si riducano a nulla, egualmente questa continua “tensione verso il nulla” produce un enorme dispendio di energia e, di conseguenza, un forte affaticamento, fisico e psichico. Distendere i muscoli produce quindi un sollievo molto più profondo di quello che sembra.
A livello respiratorio, per esempio, il numero delle respirazioni al minuto diminuisce, si allunga cioè la durata del ciclo respiratorio (insieme ai movimenti che si ripetono a ogni respirazione); inoltre, in stato di rilassamento si nota una diminuzione del colesterolo nel sangue, una normalizzazione alla funzione tiroidea, e un rafforzamento del ritmo delle onde celebrali alfa, le onde cioè che il cervello emette quando è in stato di tranquillità. Mentre il ritmo respiratorio, il ritmo cardiaco e la tensione muscolare diminuiscono, anche il consumo di ossigeno cala, complessivamente del 20 per cento.





L'AUTORE DEL POST STEVEN BAILEY

Steven Bailey, classe 1965, inizia il suo percorso di crescita individuale grazie al felice incontro con il pensiero positivo di Louise Hay, che unisce alla sua pratica ventennale di meditazione vipassana e di studi sul buddhismo tibetano. In cerca di metodi sempre più potenti ed efficaci di cambiamento personale ed evoluzione mentale, si dedica dapprima a studi di PNL poi, dopo un viaggio alle Hawaii e la lettura di Zero Limits di Joe Vitale, approfondisce e sperimenta la portentosa tecnica di Ho’oponopono. Per Area51 Publishing ha pubblicato Aloha! Tutto dipende da te, libro che raccoglie riflessioni ed esperienze di oltre vent’anni di vita e meditazioni, e Conoscere Ho’oponopono. Cura inoltre le serie di tecniche guidate “Respirazione” e “Transurfing”.


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