Introduzione alla Time-Line in PNL

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Autore del post: Robert James

Possiamo considerare il tempo in tre modi, uno oggettivo e due soggettivi.
Il modo oggettivo è quello misurato dalla scienza, dalla fisica in particolare. E stando alle scoperte dell’ultimo secolo nell’ambito della fisica relativistica e della fisica quantistica, sembra proprio che un tempo “oggettivo” non esista. Nella fisica relativista infatti il tempo è sempre parte di un “monoblocco” quadridimensionale composto da spazio + tempo; nella fisica quantistica, invece, il tempo cede il posto a un “campo” o nube di infinite potenzialità.
Ci sono poi due modi soggettivi di considerare il tempo; ed entrambi riguardano la nostra esperienza del tempo. Il primo è il modo del tempo cronologico, quello che siamo abituati a percepire come “oggettivo” o “neutro” e che gli antichi greci chiamavano chronos: ci sono date storiche, eventi passati, presenti e futuri, analisi e previsioni temporali, c’è un prima, un durante, un dopo. La maggior parte dell’umanità, oggi – quella che fa parte della cosiddetta società globalizzata – condivide questa convinzione, e convenzione, del tempo come sviluppo lineare.
Il secondo modo soggettivo è il tempo interiore, o il vissuto soggettivo o percezione soggettiva del tempo, quello che il filosofo Henri Bergson chiamava “l’esperienza della durata” e che gli antichi greci chiamavano kairos.
Questo secondo modo soggettivo di percepire il tempo costituisce la nostra più profonda e unica esperienza del tempo. E come tutti ben sappiamo, il tempo in questa dimensione diventa estremamente plastico: eventi passati che dimentichiamo poi improvvisamente ritornano alla mente e sembra di averli appena vissuti; ricordi che non si cancellano e che continuano a essere lì, presenti, davanti ai nostri occhi, e continuano a ossessionarci; eventi mai accaduti e che mai accadranno che ci spaventano e che viviamo come già avvenuti nella nostra mente; eventi rimossi alla coscienza ma che influenzano e condizionano il subconscio; eventi che non esistono e che sogniamo, o immaginiamo, che creiamo nella nostra mente e già viviamo.
Entrambi questi modi sono utilizzati dal portentoso strumento della Time-Line in PNL, una delle “tecnologie” della Programmazione Neuro-linguistica che si sono dimostrate più potenti ed efficaci, a partire dall’eccezionale lavoro del primo originatore della Time-Line, Tad James, creatore della Time-Line TherapyTM. La Time-Line sfrutta infatti sia la “convenzione” (acquisita come credenza profonda o potremmo dire come struttura archetipica) del tempo-chronoscome percorso lineare, e lo utilizza per permette al cervello-mente-linguaggio di fare esperienza del tempo-kairose utilizzarlo al fine di trasformare o riprogrammare i programmi inconsci in nuovi programmi che ci migliorano davvero la vita, in modo “profondo e duraturo”.
“Profondo e duraturo”: così Tad James offre una spiegazione sintetica e chirurgica della Time-Line:

La vostra Time-Line personale è il modo in cui immagazzinate inconsciamente i vostri ricordi e il modo in cui, inconsciamente, sapete qual è la differenza tra un ricordo del passato e una proiezione del futuro. È stato dimostrato che il cambiamento comportamentale avviene a livello inconscio e che questo cambiamento può liberarci dagli effetti di esperienze negative passate e cambiare una programmazione ‘inappropriata’ nel giro di pochi minuti. Si tratta di un cambiamento profondo e duraturo, documentato da venti anni di ricerca ed esperienza.

I due modi soggettivi di percepire e vivere il tempo sono anche inclusi in ciò che la PNL chiama la nostra “mappa”. Non riguardano il “territorio” del tempo – il tempo come puro evento oggettivo, che probabilmente continuerà a restare in gran parte oscuro, proprio per la “struttura” (o “natura”) stessa del nostro “essere umani”.
Come puoi notare, dal punto di vista della PNL le mappe sono molteplici, e stratificate.
Il tempo cronologico è per la maggior parte di noi pensato come un tempo lineare, quindi nello stesso modo, ma le modalità con cui lo pensiamo dipendono dalle nostre predominanze sensoriali, dalle nostre modalità e submodalità, dai nostri modelli e meta-modelli. Anche il tempo-kairos, la nostra intima esperienza del tempo, è vissuto in modo differente, unico, da ognuno di noi.

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