Le radici cosmiche della mente (2)

Le radici cosmiche della mente (2)

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Seconda parte dell'intervista a Stanislav Grof, il fondatore della psicologia transpersonale, che ha rivoluzionato la psicanalisi interpretando la psiche come il riflesso di un’intelligenza universale che permea l’intero universo. (La prima parte la trovi qui)

Professor Grof, potrebbe riassumerci quali categorie nuove emergono dalla sua ricerca transpersonale?

Il modello della psiche che è emerso dalla ricerca moderna sulla coscienza e dalla psicologia transpersonale è decisamente più vasto e più definito di quello tradizionale. Per esempio, la cartografia della psiche che è emersa dai miei studi sugli stati non ordinari di coscienza ha, aldilà dell’aspetto biologico, definito due vasti nuovi ambiti psichici, che ho chiamato “perinatale” e “transpersonale”. Il fulcro del livello perinatale sono le esperienze traumatiche associate alla nascita biologica. Il ricordo delle emozioni e delle sensazioni fisiche che esperiamo durante la nascita rimangono nel livello “perinatale”: questo funziona come una sorta di ingresso nell’universo della psiche, il transpersonale. Lo spettro delle esperienze transpersonali è estremamente ricco. Accanto alla diretta esperienza dell’inconscio collettivo storico e mitologico è possibile sperimentare la vita di diversi animali, piante, e di altri aspetti della natura e del cosmo. Un particolare tipo di esperienza sono i ricordi karmici o del “dopo-vita”. Queste esperienze possono improvvisamente catapultarci in un altro secolo, in un altro paese, e in un’altra cultura. Sono esperienze estremamente vive, intense e convincenti e sono di solito accompagnate da una sorta di ricordo personale, da un senso di deja vu. In molti casi, le persone sono capaci di prendere da queste esperienze informazioni preziose e queste esperienze hanno un grandissimo potenziale terapeutico. 

Perché una persona non dovrebbe considerare questo tipo di esperienze come semplici fantasie o come immaginazioni prodotte dal cervello?

L’informazione che queste esperienze tendono a fornire è incredibilmente ricca e non può essere acquisita attraverso canali ordinari. Sono informazioni che non si possono acquisire tramite gli insegnanti, i libri, il cinema o la televisione. Inoltre, queste persone scoprono che la loro vita passata è in qualche modo connessa con la loro situazione presente. Per esempio, le esperienze karmiche sono spesso associate a significative sincronie. Queste osservazioni suggeriscono che il credo nella reincarnazione non è un prodotto di speculazioni metafisiche superficiali. Gli psichiatri che negano che il fenomeno della reincarnazione è un campo di studi affascinante e legittimo, ovviamente non sono molto in sintonia con gli stati non ordinari di coscienza e più specificatamente con la natura delle esperienze karmiche.

Quale nuova immagine dell’essere umano emerge dalla sua ricerca e dalle nuove scienze?

Il punto di vista tradizionale della scienza materialistica occidentale è che siamo oggetti newtoniani, costituiti da atomi, molecole, cellule tessuti e organi, che siamo animali altamente sviluppati e macchine biologiche pensanti. Se consideriamo seriamente tutti i dati della ricerca sulla coscienza moderna degli ultimi decenni, scopriamo che questo punto di vista non è corretto, o, meglio, è incompleto. È un aspetto parziale di un quadro più complesso. Può essere mantenuto solo se sopprimiamo l’evidenza della parapsicologia e degli studi sugli stati non ordinari di coscienza, o se ci disinteressiamo delle esperienze mistiche, psichedeliche, delle meditazioni o dei fenomeni di trance.
Le nuove scienze stanno scoprendo di più. Stiamo scoprendo che siamo oggetti newtoniani, altamente sviluppati, ma che siamo anche ambiti infiniti di coscienza che trascendono il tempo, lo spazio e la casualità lineare. Questi sono due aspetti complementari di chi siamo e ciascuno di essi si manifesta in differenti circostanze: il primo nell’ordinario stato di coscienza e l’altro quando entriamo in stati di coscienza non ordinari.

(2 – fine)

LA MENTE E LA RESPIRAZIONE OLOTROPICA

Grof paragona spesso la nuova visione del mondo a cui è approdato all’olografia. Come l’ologramma, registrazione tridimensionale, in cui ogni frazione, se illuminata da un laser, “rivela” l’immagine completa, così ogni frazione della mente umana, “illuminata” dalle esperienze inconsce, riproduce il tutto. Il significato del termine olotropico (dal greco olos, “intero”, e trepein, “tendere a”) deve quindi leggersi come “andare verso la completezza”.
La respirazione olotropica è una tecnica sviluppata da Stanislav Grof e da sua moglie Christina che, attraverso la respirazione, il movimento e l’utilizzo di particolari musiche evocative, apre l’accesso, in modo sicuro, senza l’utilizzo di alcun tipo di farmaco e senza perdita di autocontrollo, ai livelli più profondi della psiche, agli stati non ordinari di coscienza.

LA CARTOGRAFIA DELLA PSICHE

Attraverso lo studio degli stati non ordinari di coscienza Grof perviene a un’originale mappatura della psiche. In essa sono illustrati quei sentieri che si aprono durante certi stati speciali della mente e che si rivelano come normali espressioni della psiche. Oltre al livello biografico tradizionale (quello freudiano), contenente il materiale che si riferisce all’infanzia, alla giovinezza e alla vita successiva, questa nuova mappa dello spazio interiore include due importanti sfere supplementari inedite fino al lavoro di Grof: 1) il livello perinatale della psiche, il quale, come indica il nome è correlato con le esperienze associate al trauma della nascita biologica; 2) il livello transpersonale, che va molto oltre i limiti del corpo e dell’io e che implica la connessione diretta tra la psiche individuale, l’inconscio collettivo junghiano e l’intero universo.

I SISTEMI COEX

Un’altra importante scoperta riguarda i ricordi, che, secondo Grof, sarebbero accumulati nella psiche non come frammenti isolati, ma sotto forma di costellazioni complesse, chiamate sistemiCOEX. (“sistemi di esperienza condensata”). Ciascun sistema consiste di strati di memoria, emotivamente carichi, ciascuno permeato dal proprio tema centrale e da impressioni e caratteristiche emotive peculiari. Spesso la stratificazione corrisponde a differenti periodi della vita personale. ICOEXnon contengono però, come si sarebbe indotti a credere, solo materiale doloroso: presentano invece anche costellazioni di esperienze positive, di pace sublime, beatitudine o estasi. Ciascuna costellazione è ancorata è ancorata a uno specifico aspetto dell’esperienza della nascita, esperienza chiave che racchiude i temi elementari. Assieme alle componenti perinatali, iCOEXpresentano radici ancora più remote: oltre alla vita perinatale, fino alla sfera dei fenomeni transpersonali, quali le esperienze di vite passate, gli archetipi dell’inconscio collettivo, l’identificazione con altre forme di vita e con i processi universali.

LE MATRICI PERINATALI

Le esperienze perinatali implicano emozioni e sensazioni primitive (ansia, furia biologica, sofferenza fisica, soffocamento) tipicamente associate al processo della nascita. Ma esse non si limitano esclusivamente al processo della nascita: possono fungere anche da accesso a ciò che Jung chiama inconscio collettivo. Secondo Grof, i fenomeni perinatali si presentano raggruppati in quattro distinti schemi esperienziali che chiama Matrici Perinatali di Base oMPB(o ancheBPM). “La prima matrice perinatale, oMPB I, che può essere chiamata “Universo amniotico”, si riferisce alle impressioni intrauterine prima dell’inizio del parto. La seconda matrice,MPB II, o “Precipitazione nel cosmo e impossibilità di uscita”, attiene alle esperienze che hanno inizio con le contrazioni, prima che la cervice dell’utero si apra. La terza matrice,MPB III, “Lotta di morte e rinascita”, riflette ciò che sperimentiamo man mano che procediamo lungo il canale del parto. La quarta e ultima matrice,MPB IV, che chiamiamo “Morte e rinascita”, è in relazione a ciò che proviamo quando, alla fine, ci separiamo dal corpo materno”. Persone che rivivono quelle esperienze, di solito presentano anche i movimenti fisici appropriati: le braccia e le gambe assumono posizioni specifiche e il corpo si contorce in modo da ricreare fin nei particolari le modalità di un determinato tipo di parto. “Questo”, osserva Grof, “capita anche a individui che da adulti non hanno né studiato né hanno mai osservato un parto".

I LIBRI DI STANISLAV GROF

Emergenza spirituale, Red Edizioni
Il gioco cosmico della mente, Red Edizioni
Guarire le ferite più profonde, Macro Edizioni
Oltre il cervello, Cittadella Editrice
La mente olotropica, Red Edizioni
La nuova psicologia, Edizioni Spazio Interiore
Psicologia del futuro, Red Edizioni
Quando accade l’impossibile, Urra Edizioni
Respirazione olotropica. Teoria e pratica(con Christina Grof), Urra Edizioni
La rivoluzione della coscienza (con Ervin Laszlo), Edizioni Spazio Interiore
La tempestosa ricerca di se stessi (con Christina Grof), Red Edizioni
L’ultimo viaggio. Terapia psichedelica, sciamanesimo, morte e rinascita, Urra Edizioni

L'AUTORE DEL POST SIMONE BEDETTI

Simone Bedetti da oltre vent’anni è autore di numerose pubblicazioni di crescita personale e professionale. Nel 2009 ha fondato la casa editrice Area51 Publishing.


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