Il perturbante. I concetti chiave
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Perché alcune cose ci inquietano anche quando sappiamo che non sono pericolose?
Una bambola troppo simile a un essere umano, un volto quasi familiare, un doppio, una coincidenza che si ripete, la sensazione di aver già vissuto una scena: sono esperienze diverse, ma accomunate da una stessa qualità difficile da definire. È ciò che Freud, nel 1919, indaga nel celebre saggio Il perturbante.
Partendo dalla parola tedesca unheimlich, Freud costruisce una delle sue riflessioni più originali sul rapporto tra familiarità e paura, rimozione e ritorno, realtà e immaginazione. Attraverso Hoffmann, il tema del doppio, la ripetizione involontaria, l’onnipotenza dei pensieri e il rapporto con la morte, mostra come ciò che ci turba non sia sempre qualcosa di estraneo: spesso è qualcosa di conosciuto che ritorna sotto una forma inattesa.
Questo volume raccoglie e spiega i dieci concetti fondamentali del saggio, chiarendone il significato, le fonti e i limiti. Un percorso per comprendere perché Il perturbante sia diventato uno dei testi di Freud più influenti ben oltre la psicoanalisi, dalla letteratura al cinema, dall’arte alla teoria dell’immagine.