Perché quando sentiamo il bisogno urgente di lasciare una traccia di noi stessi, o quando la vita ci chiede di essere testimoniata, ci affidiamo quasi sempre alle parole e non alla musica? Nessuno direbbe mai “la mia vita sarebbe una perfetta sinfonia”, mentre in migliaia sognano di scrivere un libro sulla propria vita.
In questo episodio esploriamo il profondo enigma dell'espressione umana. Analizziamo i paradossi che distinguono il linguaggio verbale da quello musicale: scopriremo come la parola, che assorbiamo in modo naturale fin da bambini, finisca per imprigionarci in una continua traduzione del nostro “io”. Un bisogno di auto-narrazione diventato ossessivo nella nostra epoca post-moderna, dove, crollate le “grandi narrazioni”, cerchiamo di giustificare la nostra esistenza raccontandoci in continuazione, come avviene sui social network.
Forse la vera alternativa all’ossessione di raccontarsi non è il silenzio, ma l’ascolto: la capacità di vivere intensamente l’istante e poi svanire senza il bisogno di lasciare traccia, esattamente come fa la musica.



